NUCLEO STORICO
  MUSEO REGIONALE AD INTRAGNA (1996)

   

Nell’ottica di salvaguardare la tradizione costruttiva locale (sia nelle forme che nell’utilizzo dei materiali) questo impegnativo intervento ha visto il recupero di antiche aperture e la trasformazione di alcune porzioni della struttura per scopi didattici. Tra queste si trovano una parte del tetto in pietra (piode) e una canna fumaria illuminata e visibile al suo interno. Nel sottotetto è stato ricavato un ulteriore spazio espositivo con l’abbinamento di arredi antichi e moderni. Di particolare interesse l’apertura di un lucernario che permette una suggestiva visuale sul campanile, il più alto del Ticino.


CASA SIMONI A RASA (1990-91)

           

Nella ristrutturazione di questa abitazione storica, composta da una ventina di locali, è stata posta particolare attenzione al mantenimento dell’aspetto esterno eliminando quei corpi estranei aggiunti nel corso dei secoli, che ne avevano snaturato lo stile signorile. L’interno dell’edificio presenta un’organica e funzionale distribuzione dei vani, con la massima cura del dettaglio non solo nella costruzione muraria ma anche nell’arredamento.


CASA DE MARTINI A VERDASIO (1990)

     

L’edificio è sito nel nucleo del paese. Per la sua riattazione si è posta particolare attenzione alla sistemazione degli ambienti interni curando l’arredo, i serramenti e le diverse parti in legno e in sasso esistenti, quali soffitti a cassettoni, pavimenti in cotto e in pietra, e procedendo al restauro di quegli elementi degni di essere conservati. Nell’arredo interno sono state inserite nuove tipologie di mobili secondo più moderni criteri di funzionalità ed estetica: l’armonioso contrasto che ne risulta accentua così le caratteristiche dei diversi elementi, vecchi e nuovi.


CASA MATTANZA AD INTRAGNA (2002)

             

“…la casa era già lì… si trattava di riscoprirne l’archetipo”. Questo il concetto che ha accompagnato il lavoro di ricerca progettuale e architettonica di Casa Mattanza.
Il primo passo è stato quello di “pulire” l’edificio da tutto quello che di superfluo avesse accumulato nel tempo, fino a raggiungere quel grado di optimum identificabile come l’essenziale, come sintesi delle sequenze storiche stabilizzatesi nel tempo.
Il passo successivo ha riguardato la fase di “realizzazione”. Seguendo il concetto, si è concentrato l’apparato tecnico-impiantistico dell’abitazione sulle murature portanti del vano scale centrale, addossandovi dei vani che ospitassero, oltre alle porte scorrevoli, le installazioni elettriche e sanitarie; in tal modo le altre pareti interne non hanno subito interventi.


ORATORIO SAN CARLO A CORCAPOLO (2006)

           

Gli interventi da eseguire, considerato lo stato attuale dei luoghi, sono incentrati soprattutto su lavori di manutenzione e recupero: pavimento, intonaci e sostituzione del manto di copertura. Punto più importante dell’intervento è la progettazione di un nuovo presbiterio previa eliminazione delle attuali balaustre e dell’altare considerati di poco valore sia sacro che estetico. Per contro di grande valore sono il  quadro raffigurante S. Vincenzo Ferrer e gli Ex voto, dei quali è previsto il restauro e la loro esposizione al pubblico.


PALAZZO TONDÚ A LIONZA (2005-06)

   

             

Vecchio nucleo di importanza storica composto da tre edifici e costruito nel XVII secolo da una famiglia di spazzacamini, che per una serie di eventi tragici e anche fortuiti è diventata ricca a Padova.
Il progetto prevede la formazione di 12 piccole unità abitative indipendenti. Scopo principale è di ovviare alla problematica maggiore, ovvero all’installazione di servizi e vani tecnici all’interno di vecchi edifici cercando una soluzione semplice e chiara. Con il nostro progetto creiamo degli elementi nuovi che si fanno carico di questa funzione: il box, una scatola di colore ben distinta nel muro antico di pietra permette di concentrare la tecnica senza pregiudicare la lettura originale degli spazi, che rimangono intatti nella loro volumetria d’origine. Nel nostro intervento prevediamo pure una copertura sul cortile interno con una struttura leggera di metallo e vetro fissata sotto la gronda dei tetti in piode in modo da lasciare filtrare la luce e togliere l’umidità. Un intervento chiaro che ridona chiarezza ai volumi originali e crea nel contempo uno spazio abitativo di grande intimità all’interno di un nucleo.


TORCHIO DI CAVIGLIANO (2007)

             

Presentazione

Nel progetto di percorso storico-architettonico delle Centovalli, voluto e sostenuto dal Museo regionale di Intragna, rientra anche il recupero e la valorizzazione dell’antico torchio di Cavigliano, testimone storico dell’attività rurale tradizionale. La data della sua costruzione non è stata registrata in alcun documento, ma ci si affida alla data che troneggia incisa sulla parte mediana della trave: 1609.
Il progetto introduce degli elementi di arredo puntuali che marcano in modo chiaro il cambiamento d’uso dell’edificio: un bancone-bar di vetro illuminato, la chiusura della fossa con un vetro calpestabile e la sua illuminazione dall’interno per favorire la comprensione del funzionamento meccanico, l’illuminazione mirata dello spazio.
Il rilievo presentava le tracce di un’apertura ad arco sulla facciata sud; ipotizzando che l’apertura era servita a introdurre il torchio nell’edificio, abbiamo pensato di ripristinare questa apertura e mettere il torchio “in vetrina”. Nel progetto proponiamo la sistemazione esterna della piazzetta per valorizzare sia lo spazio pubblico che l’edificio storico.


MUSEO REGIONALE AD INTRAGNA (2008)


             

Gli interventi architettonici sono partiti dal concetto di porre l’entrata principale al pianterreno, nella sala regionale. Questo cambiamento, di per sé radicale, ha poi suggerito la conseguente modifica del percorso museale. Il ripristino di una scala interna, finora inutilizzata, ha permesso di invertire il senso del percorso che inizia e termina nella ex sala regionale.
I lavori relativi allo stabile hanno interessato la parte interna e il cortile: con la creazione di nuovi spazi all’interno si è voluto favorire una migliore lettura della struttura architettonica dello stabile. L’apertura di un ampio vano che si estende su tre piani, fornisce al visitatore la corretta ricostruzione dei due corpi principali e del loro punto di inserimento.
Nel cortile è stata creata un’ampia gradinata in pietra viva che permette una migliore disposizione del pubblico in occasione di manifestazioni all’aperto.
Ulteriori interventi hanno interessato gli uffici e l’archivio aperto al pubblico che sono stati spostati al pianterreno e una miglior disposizione degli spazi destinati all’associazione Amici del Museo per la presentazione degli artisti della regione.